Ambienti più accoglienti

Pannelli Decorativi

Per  rendere ila nostra struttura più accogliente, sono stati creati per noi una serie di  pannelli decorativi con l’auspicio che possano essere graditi ai nostri clienti. I pannelli compongono il ciclo “Mille e una Notte: Sognando L’Oriente”, sono stati realizzati per il Tiburtina Rooms dall’Atelier Del Granaio in collaborazione con Armonie D’Arredo.

Stampati da Publilaser
Ideazione grafica, Mariacristina Eidel

Per ulteriori informazioni

mail:info@trooms.it

telefono: 3488375485

IL LIBRO DEI SOGNI

L’Oriente è il regno dell’immaginario e del meraviglioso dal volto composito e ammaliante. E’ il racconto di vecchi sogni e leggende, la descrizione di un mondo di cui gli uomini avevano favoleggiato sin dai tempi più antichi, il mondo dove sorge il Sole, dove s’innalza, maestosa e inaccessibile, l’erta montagna del Paradiso terrestre. Si narra di palazzi incrostati d’oro e di gemme, di fiumi immensi, di piante e spezie rare, di profumi ed essenze, di animali dalle fogge favolose, e d’altro ancora. Si scopre l’avventure, un viaggio nel quale con naturalezza il reale si scioglie nel fantastico e il fantastico nel reale; l’impressione che il soprannaturale abitasse tra noi, senza che ce ne fossimo mai accorti…”. Un luogo, dove tutto è poetico e la nostalgia può sognare. Un’altro tempo composto da Mille e una Notte E’ il richiamo al suo mito che ricompone quell’Oriente immaginario, da tanti sognato.

Sognando l’Oriente

LE PORTE D’ORIENTE

Il salice alla porta d’oriente

La poesia cinese è sospesa tra mondi diversi eppure comunicanti: la natura che esiste, l’uomo che diviene; dove la forma, non è una entità decorativa ma una struttura significativa, accenna, allude, non descrive o narra, si nutre dell’armonia di suoni e linee ideografiche, nelle espressive notazioni di gesti e colori, nel silenzio che genera un dubbio o una segreta emozione, nella serenità interiore di chi scorge, anche nel dolore, una luce di verità. Il mondo naturale è vissuto e percepito in una sorta di “panismo interiore”; il sogno, come ebbrezza illusoria e proiezione in un’altra dimensione. Le brevi e raffinate composizioni, si concludono o sottintendono domande sospese, confidenze o moniti a se stessi o a chi legge. E il messaggio può essere esplicito e diretto o affidarsi, piuttosto, ad immagini ed emblemi che parlano di grazia leggera, di serena accettazione del mondo oltre i limiti ristretti della soggettività. Ecco allora il pennello del poeta tracciare, tra boschi e ruscelli, un microcosmo autosufficiente: gli alberi, il cuore di un viaggiatore, o la casa che diventa un piccolo universo. C’è sempre una corrispondenza tra il micro cosmo tracciato e il macro cosmo alluso e accennato.

Anonimo

Verde, Verde, L’erba

Verde, verde,
L’erba lungo il ruscello.
Folto, folto,
Il salice del giardino.
Triste, triste,
La dama nella sua torre.
Bianca, bianca,
Seduta sul davanzale.
Bella, bella,
La guancia dipinta di rosso.
Snella, snella,
La pallida mano che sporge.
Un tempo era fanciulla in una casa di danze,
Adesso è divenuta la sposa d’un vagabondo.
Il vagabondo è partito e più non ha fatto ritorno.
È duro, rimanere soli in un letto vuoto!

Anonimo (605 a. C.)
da: Il libro delle Odi

I Giunchi della palude
I giunchi della palude son verdi
E si piegano al vento.
Vidi una donna che là camminava
Al finire del giorno.
Sull’acqua bruna della palude
Galleggiano i bianchi boccioli di loto.
lo la scorsi in piedi sulla sponda
Al cader della notte.
Tutta la notte rimango desto,
E non posso trovar sonno.
Flessibile mi riappare
Come un semplice giunco nel vento.
Chiudo gli occhi e rivedo
La bianchezza della sua gola,
Sull’acqua nera della notte illune
Galleggiar come fiore di loto.

da: Il Libro delle Odi

Anonimo
I salici alla Porta d’Oriente
Son pieni di foglie che danno riparo.
Tu dicesti: – Prima che finisca la notte
C’è cinguettio sotto la gronda.
I salici alla Porta d’Oriente
Sono nell’ombra tutta la notte.
Tu dicesti: – Prima che finisca la notte
Lassù brilla la stella del mattino.

Anonimo
Pini nel cortile
Crescono i pini
di fronte alla scala,
Toccano coi rami il muro
della casa dai tegoli bruni;
e di mattina e di sera
li visita il vento e la luna.
Nelle tempeste d’autunno
sussurrano un verso vago;
contro il sole d’estate
ci prestano un’ombra fresca.
Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foglie
d’un carico di perle pendule;
E alla fine dell’anno,
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una trina lucente.