San Lorenzo

San Lorenzo oggi è il quartiere della popolazione giovanile, studentesca e creativa di Roma. Porta i segni dell’antico passato della città, ma anche dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e dell’epoca del boom industriale.

Il quartiere è situata fra le Mura Aureliane, all’altezza di Porta Tiburtina, e il cimitero del Verano, attraversata dal tratto iniziale di via Tiburtina. Prende il nome dalla vicina basilica di San Lorenzo fuori le mura.

La cosiddetta basilica maior fu fondata all’epoca di Costantino (330 ca.) vicino all’oratorio che segnava il luogo della sepoltura del santo martire. Alla fine del VI secolo l’oratorio venne ampliato in una chiesa dedicata alla Vergine, detta basilica minor. Nei secoli seguenti la prima venne gradualmente abbandonata, ne sono stati rinvenuti resti sotterranei all’interno del cimitero del Verano, e la minore, notevolmente ingrandita nel XIII secolo da Onorio III, è quella che ancora oggi conosciamo. Il 19 luglio 1943 la basilica fu vittima del primo bombardamento alleato della Seconda guerra mondiale. I restauri, terminati nel 1948, eliminarono le aggiunte ottocentesche ma non poterono nulla per recuperare i perduti affreschi della facciata.

Il cimitero monumentale del Verano accanto alla basilica di San Lorenzo è il principale cimitero di Roma.

La zona, posta lungo la via consolare Tiburtina, era da sempre luogo di sepoltura (sono oggi inglobate nel cimitero le catacombe di Santa Ciriaca, e vi fu sepolto san Lorenzo, sulla cui tomba sorsero la basilica e il convento). Il cimitero moderno fu istituito durante il regno napoleonico del 1805-1814 su progetto di Giuseppe Valadier tra il 1807 e il 1812, in ossequio all’editto di Saint Cloud del 1804, che imponeva le sepolture al di fuori le mura delle città. Tornata a Roma, dopo l’abdicazione di Napoleone del 1814, l’amministrazione papalina mantenne tuttavia la nuova regolamentazione cimiteriale. I lavori proseguirono con i pontificati di Gregorio XVI e di Pio IX quando, sotto la direzione di Virginio Vespignani, il progetto ebbe una strutturazione definitiva e furono acquistati altri terreni. L’edificazione del cimitero continuò anche dopo l’avvento di Roma capitale. Il complesso cimiteriale è andato pian piano ingrandendosi inglobando terreni espropriati come, ad esempio, villa Mancini che fece posto al Pincetto. L’ampliamento è proseguito sino agli anni sessanta quando entrò in funzione l’altro grande cimitero romano: il Flaminio.

Il Cimitero del Verano, con il suo patrimonio di opere d’arte, costituisce una sorta di museo all’aperto che non ha eguali per la quantità e la particolarità delle testimonianze, un inestimabile valore sotto il profilo storico-artistico e di storia della cultura dalla metà dell’Ottocento sino a tutto il Novecento. Qui si possono trovare tombe di personaggi famosi come Goffredo Mameli, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Alberto Moravia e Giuseppe Ungaretti, Grazia Deledda, Palmiro Togliatti, Ugo la Malfa.

L’urbanizzazione del quartiere San Lorenzo risale al periodo tra il 1884 e il 1888, quando Roma conobbe, in seguito alla sua unificazione al Regno d’Italia e al suo divenire capitale, un grande sviluppo urbanistico. Prima di questa data, oltre le Mura Aureliane si estendeva un paesaggio sostanzialmente agricolo, tanto che la basilica di San Lorenzo era definita “fuori le mura”.

La finalità della costruzione del quartiere fu la realizzazione di alloggi per gli operai che arrivarono a Roma alla fine del secolo XIX per lo sviluppo urbanistico della città a cavallo tra i due secoli. Primi abitanti furono infatti ferrovieri, operai ed artigiani. Da qui la natura popolare del quartiere, che si rispecchia nelle particolari tipologie abitative. Nel 1909 San Lorenzo entra nel piano regolatore del comune di Roma.

Il Pastificio Cerere, la birreria Wuhrer e la vetreria Sciarra, costituiscono delle importanti testimonianze dell’architettura industriale di inizio Novecento. Il primo è divenuto un centro di arte contemporanea. La seconda è stata demolita per lasciare il posto alla facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza e i locali della terza, ristrutturati, sono stati dati in cessione anch’essi alla prima università romana soprattutto per la facoltà di Scienze Umanistiche.

Said, l’Antica Fabbrica del Cioccolato, da 80 anni è un teatro dove va in scena la vita di San lorenzo nei quotidiani intrecci tra fabbrica e bottega, artisti e artigiani, giovani e anziani. Il posto è unico nel suo genere. Oggi, oltre al laboratorio di produzione e la vendita di cioccolato, con in vecchi macchinari per la produzione esposti come in un museo, vi è un ristorante, bistrot e bar.

San Lorenzo è stato l’unico quartiere in cui si tentò di fermare la Marcia su Roma.Pagò tuttavia cara la sua opposizione perché fu attaccato duramente da una spedizione punitiva guidata da Italo Balbo (fra gli abitanti si registrarono 13 morti). Il 19 luglio del 1943 San Lorenzo fu colpito dal bombardamento degli alleati su Roma, con l’obiettivo di attaccare lo scalo merci della vicina stazione Termini. Sei giorni dopo, il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò Mussolini ed il Fascismo terminò. Alle ore 11.03, 662 bombardieri statunitensi rilasciarono 4 000 bombe (circa 1 060 tonnellate) sul quartiere, provocando circa 3 000 morti, di cui 1377 identificati, ed 11 000 feriti.

Negli anni del dopoguerra San Lorenzo continua ad essere un quartiere popolare e svolge un ruolo fondamentale negli anni delle contestazioni studentesche. Oggi il quartiere è frequentato dagli studenti della vicina Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, e animato da numerosi pub, ristoranti, birrerie e associazioni culturali. San Lorenzo ha perso via via la fisionomia schiettamente popolare che aveva assunto dal suo sorgere al dopoguerra. Gli appartamenti dei condomini operai, spesso di piccola o piccolissima cubatura, sono stati progressivamente abbandonati dai residenti e affittati da studenti universitari.

Il quartiere ha ospitato tra i suoi abitanti artisti, artigiani, scrittori e intellettuali, nonché noti esponenti del mondo cinematografico.

La scrittrice Elsa Morante ambientò una parte importante del suo romanzo La Storia nel quartiere di San Lorenzo. In particolare, la prima residenza romana della protagonista Ida e di suo figlio Ninuzzu è indicata in via dei Volsci.

Maria Montessori, educatrice, nel 1907 apre la prima Casa dei Bambini a via dei Marsi. Gli spazi sono tuttora utilizzati come scuola materna.

Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia frequentavano abitualmente il ristorante “Pommidoro”, storico locale sito ancora oggi in piazza dei Sanniti.

Francesco De Gregori, cantautore, nel brano musicale “San Lorenzo”, inserito in Titanic (1982), racconta del tragico bombardamento del 19 luglio 1943.

Il 19 luglio del 2003, nel Parco dei Caduti del 19 luglio 1943, è stato inaugurato un monumento commemorativo per i caduti del bombardamento. L’opera riporta i nominativi delle vittime (accertate).